11 settembre 2017

Il riscaldamento a pavimento

La casa è il luogo che spesso viene associato alla famiglia e al calore, un ambiente dove ognuno può sentirsi al sicuro e protetto. Per questo è importante tenere conto del fattore riscaldamento oltre agli altri aspetti più comuni, come l'arredamento, la disposizione delle camere, l'illuminazione e il colore dell pareti.

L'innovazione è rappresentata dal riscaldamento a pavimento, presente nelle nuove costruzioni. Ma come per tutte le novità, ci sono dei pregiudizi in merito a questo tipo di impianto: c'è chi sostiene che questo tipo di riscaldamento non sia efficace come gli impianti tradizionali. C'è chi sostiene che sia addirittura dannoso per la salute e che possa risultare incompatibile con la moquette. Chi sostiene che sia difficile da installare nelle vecchie costruzioni. Vediamo punto per punto

  • la caldaia: è l'elemento base, presente in tutti i tipi di riscaldamento, anche quelli tradizionali che utilizzano i termosifoni. A differenza dell'impianto classico, dove la caldaia lavora ad una temperatura di almeno 70 gradi, nel caso del riscaldamento a pavimento, la caldaia lavorerà ad una temperatura che va dai 29 ai 35 gradi, comportando cosi un notevole risparmio energetico e di conseguenza economico;
  • il pannello isolante: sopra il solaio viene steso un pannello isolante con disegno preformato e la presenza di incastri e nocche che permettono una più facile sistemazione dei tubi;
  • la tubazione: essa rappresenta forse l'elemento più importante dell'intero impianto di riscaldamento, in quanto in essi scorre l'acqua che serve a riscaldare gli ambienti. I tubi sono incastrati sopra il pannello isolante e formano una serpentina permettendo cosi un equa distribuzione del calore su tutto il pavimento.
  • il massetto: questo è il vero elemento riscaldante. Solitamente viene realizzato in calcestruzzo reso molto fluido dalla presenza di additivi nella fase dell'impasto. Inoltre all'interno del massetto viene installata una rete elettrosaldata che inibirà il ritiro del massetto stesso. Più il massetto è sottile più il calore scalderà l'ambiente in un lasso di tempo minore;
  • i collettori: le tubazioni convertono verso i collettori, presenti nelle cassette incassate nelle pareti e che altro non sono che valvole che permettono di regolare l'apertura e la chiusura del flusso d'acqua dalla caldaia ai tubi e viceversa.

Una volta completato l'intero impianto, si posizione il pavimento. Il riscaldamento a pavimento nasce negli anni 50 e 60, era molto in voga e risultava funzionale, ma in seguito fu abbandonato perché causava notevoli problemi di salute, come mal di testa, gonfiori alle gambe e malessere diffuso. Tutti questi problemi erano causati dalla alte temperature che il pavimento raggiungeva, ciò avveniva perché non c'erano ancora adeguati materiali che permettevano un isolamento termico  e il raggiungimento di una temperatura ideale, cosa che avviene oggi con i sistemi e i materiali moderni.

Ecco alcuni vantaggi del riscaldamento a pavimento:

  • maggiore libertà nell'organizzazione degli spazi interni
  • la diffusione del calore: mentre per i termosifoni il calore si diffonde per convenzione, con l'aria calda verso l'alto e quella fredda verso il basso, nel nostro caso la diffusione avviene per irraggiamento e in questo modo la temperatura resterà costante in tutto l'ambiente;
  • l'utilizzo di energie rinnovabili: mentre l'impianto con termosifoni richiede un riscaldamento a gasolio o a gas per raggiungere le temperature elevate (70-90 gradi) quello a pavimento può utilizzare fonti di energia più rispettose per l'ambiente, come le pompe di calore o gli impianti ad energia solare, visto che è sufficiente che la caldaia raggiunga una temperatura dell'acqua intorno a 30-40 gradi
  • meno polveri: mentre la presenza dei termosifoni produce polveri che poi si diffondono nell'ambiente proprio per effetto della convenzione, nel caso del riscaldamento a pavimento questo problema è quasi del tutto eliminato, cosi come è ridotta la presenza di acari e di muffe.

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